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Haier a IFA 2026: la casa diventa più autonoma grazie all'AI e nuovi elettrodomestici

di:
Raffaele Gomiero
Pubblicato il:
14 Settembre 2026
Tempo di lettura: 6 minuti
Tempo di lettura: 6 minuti

A IFA 2026 Haier non ha puntato semplicemente sull’aggiunta di qualche nuova funzione connessa ai propri elettrodomestici. L’obiettivo mostrato a Berlino è più ambizioso: trasformare progressivamente la casa intelligente in una casa capace di osservare quello che succede e adattare autonomamente il funzionamento dei diversi dispositivi. La strategia prende il nome di “Home of Intelligent Possibilities” e vede l’intelligenza artificiale utilizzata trasversalmente in lavanderia, cucina, refrigerazione, pulizia e intrattenimento. Il risultato è una gamma nella quale telecamere e sensori iniziano ad avere un ruolo sempre più importante, non tanto per mostrare dati sullo smartphone quanto per ridurre le decisioni che l’utente deve prendere ogni giorno.

La lavatrice Vision 15 guarda dentro il cestello e decide come lavare

Una delle novità che sintetizza meglio questa strategia è Haier Vision 15, lavatrice che porta una videocamera direttamente all’interno del cestello. Il sistema AI Vision Sense osserva il bucato e raccoglie informazioni sul volume del carico, sui colori, sulla quantità di schiuma e sulla presenza di eventuali elementi anomali. A questi dati si aggiungono quelli dell’AI Power Sense System, formato da nove sensori che controllano parametri come peso, bilanciamento, livello dell’acqua e temperatura. La macchina può così modificare automaticamente quantità d’acqua, movimento del cestello, dosaggio del detergente e programma.

Haier ha lavorato anche sulla fase successiva al lavaggio. Ultra Fresh Air Pro mantiene in movimento aria e bucato fino a 12 ore dopo la fine del programma, con l’obiettivo di limitare odori e pieghe quando non si riesce a svuotare immediatamente la lavatrice. L’asciugatrice Vision 15 utilizza invece Ultra Sense, una lettura tridimensionale pensata per individuare l’umidità non soltanto sulla superficie, ma anche all’interno di capi voluminosi come piumoni e giacche imbottite. Il sistema Ultra Reverse Drum utilizza inoltre due motori per alternare il senso di rotazione del cestello e ridurre grovigli e formazione della classica “palla” di tessuti.

Multi Care Laundry Studio mette quattro cestelli in una sola colonna

Se Vision 15 lavora soprattutto sull’automazione, Multi Care Laundry Studio cambia invece l’organizzazione fisica della lavanderia. In una struttura verticale profonda appena 598 millimetri in Haier sono riusciti ad inserire quattro cestelli indipendenti: una lavatrice principale da 10 kg, due unità da 1 kg dedicate ai piccoli carichi e un’asciugatrice da 8 kg. Tutti possono funzionare separatamente, rendendo possibile lavare contemporaneamente, per esempio, lenzuola, capi delicati e abbigliamento sportivo senza aspettare la conclusione di un primo ciclo.

L’idea è interessante anche dal punto di vista dell’installazione, dato che nonostante la presenza di quattro unità, servono una sola presa elettrica, un solo ingresso dell’acqua e un unico scarico. La gestione avviene da un unico display touch, mentre serbatoi separati permettono al sistema AI Smart Dose di dosare automaticamente detergente, ammorbidente e altri prodotti in funzione del cestello utilizzato. Multi Care Laundry Studio ha ricevuto anche un IFA Innovation Award e rappresenta probabilmente il prodotto più scenografico portato da Haier a Berlino.

La Horizon Collection di Haier porta l’AI anche nel frigorifero

La refrigerazione è l’altro grande terreno di sviluppo, infatti la nuova Horizon Collection punta a trasformare il frigorifero da semplice spazio di conservazione a sistema attivo per la gestione degli alimenti. L’elemento centrale è AI Food Care, che attraverso videocamere e algoritmi riconosce quello che viene inserito, suggerisce dove conservarlo e tiene conto dei tempi entro i quali dovrebbe essere consumato. Il principio è simile a quello utilizzato nella lavatrice: la videocamera non è presente per consentire semplicemente di guardare nel frigorifero da remoto, ma diventa un sensore che fornisce informazioni al software.

Tra le caratteristiche più curiose della gamma troviamo Hydro Hub, una vera e propria area dedicata alle bevande, dove il frigorifero può raffreddare rapidamente l’acqua, riempire automaticamente una caraffa e produrre acqua frizzante con differenti livelli di carbonazione. La capacità dei modelli Horizon può arrivare fino a circa 700 litri, confermando il posizionamento nella fascia alta del mercato. È un frigorifero che quindi non si limita a puntare sulla capacità, ma prova a integrare funzioni che normalmente richiederebbero apparecchi separati.

Haier Maestro scongela gli alimenti senza tirarli fuori dal frigorifero

Ancora più interessante, anche se per il momento rimane un concept, è Haier Maestro. Il prototipo concentra alcune delle tecnologie sulle quali l’azienda sta lavorando per le future generazioni di frigoriferi e introduce soprattutto la AI Defrost Zone. Si tratta di uno scomparto dedicato allo scongelamento che combina videocamera, bilancia e sensore di temperatura per capire quale alimento è stato inserito, quanto pesa e in che condizioni si trova.

Il sistema utilizza microonde controllate per scongelare il cibo in maniera più uniforme rispetto a quanto avviene lasciandolo sul piano della cucina o utilizzando un forno a microonde tradizionale. L’obiettivo è evitare una situazione molto comune: avere alcune zone già calde mentre il centro dell’alimento rimane ancora congelato. Haier sostiene che questo approccio possa contribuire anche a ridurre la perdita di liquidi e a preservare meglio consistenza e qualità del prodotto. Maestro non è ancora destinato alla vendita, ma la sua presenza a IFA anticipa tecnologie che potrebbero comparire sui frigoriferi dei prossimi anni.

Il forno ID Ultimate Series 6 riconosce cosa stiamo cucinando

La videocamera arriva anche nel forno. ID Ultimate Series 6 utilizza la funzione AI Vision per identificare gli alimenti inseriti e seguire la preparazione durante la cottura. Il sistema può riconoscere diverse ricette, scegliere alcuni parametri e arrivare a interrompere automaticamente il programma quando viene raggiunto il risultato desiderato. Durante le dimostrazioni a Berlino Haier ha indicato il supporto per decine di preparazioni differenti, comprese ricette molto comuni come pizza e lasagne.

Il forno offre una capacità di 78 litri, sette livelli di inserimento e modalità specifiche dedicate anche alla cottura a vapore e sous-vide. Curioso anche PartLight, un elemento luminoso nella parte frontale che cambia indicazione in base allo stato della preparazione, permettendo di capire a colpo d’occhio cosa sta facendo il forno. L’intelligenza artificiale non sostituisce naturalmente l’utente in qualsiasi ricetta, ma cerca di eliminare almeno una parte dei controlli manuali su temperatura e tempi.

Piano a induzione e cappa seguono quello che succede sui fornelli

Alla stessa famiglia appartiene ID Hob Series 6, un piano a induzione nel quale praticamente tutta la superficie può essere utilizzata per cucinare. È possibile gestire fino a sei recipienti contemporaneamente e la funzione Power Follows the Pan riconosce lo spostamento della pentola, trasferendo automaticamente la regolazione da una zona all’altra. Non è quindi necessario spegnere una zona e riconfigurare manualmente quella nuova ogni volta che si cambia posizione a una casseruola.

La cappa ID Feel MotionSense segue la stessa filosofia e può essere controllata con un gesto della mano, oltre a modificare l’aspirazione in funzione di ciò che viene cucinato. A IFA Haier ha inoltre mostrato Aura Collection, gamma coordinata di elettrodomestici da incasso caratterizzata dalla finitura Aura Grey, applicata al vetro e studiata per ridurre le impronte e modificare leggermente il proprio aspetto in funzione della luce. L’obiettivo è rendere più uniforme esteticamente forno, microonde, piano cottura, cappa e lavastoviglie.

I-Pro Shine vuole scegliere da sola il programma di lavaggio

Nelle lavastoviglie la novità principale è Haier I-Pro Shine A-70%. I sensori analizzano il livello di carico, lo sporco presente e la temperatura, permettendo al sistema di modificare automaticamente quantità d’acqua e durata del programma. L’utente può quindi concentrarsi maggiormente sul risultato desiderato, lasciando alla macchina la scelta delle impostazioni più appropriate.

Haier dichiara una rumorosità di 36 dB, un dato particolarmente interessante nelle cucine aperte direttamente sulla zona giorno, oltre a consumi che possono scendere fino al 70% sotto il limite previsto per la classe energetica A. L’Adaptive Interior permette inoltre di riconfigurare cestelli e supporti per fare spazio a bottiglie, teglie e stoviglie più voluminose. Non è probabilmente l’annuncio più spettacolare dello stand, ma è uno degli esempi più concreti di come Haier stia cercando di utilizzare l’AI per ridurre le regolazioni quotidiane.

I-Pro Clean porta Haier nel settore della pulizia dei pavimenti

IFA 2026 segna anche un ampliamento importante della gamma dedicata alla pulizia. La nuova famiglia I-Pro Clean Series 5 utilizza una testina con Double Roller, composta da due rulli motorizzati che ruotano in direzioni opposte. L’obiettivo è raccogliere più sporco con un numero inferiore di passaggi, una soluzione che interessa aspirapolvere cordless, lavapavimenti e robot.

Il cordless I-Pro Clean M5 arriva a una potenza dichiarata di 250 air watt e fino a 100 minuti di autonomia, integra sensori per il rilevamento dello sporco e filtrazione HEPA 13. Il robot I-Pro Clean R5 raggiunge invece 22.000 Pa e combina aspirazione e lavaggio con navigazione LDS assistita dall’AI e una base che automatizza diverse operazioni di manutenzione. La lavapavimenti Z5 arriva a 25.000 Pa, regola l’acqua in funzione dello sporco rilevato e dispone di pulizia automatica del rullo. È un settore nel quale Haier deve confrontarsi con concorrenti ormai molto specializzati, ma a Berlino ha mostrato chiaramente l’intenzione di investirci.

A IFA 2026 Haier prova a rendere la smart home meno dipendente dallo smartphone

Guardando nel complesso le novità presentate a Berlino, il cambiamento più interessante non riguarda quindi un singolo elettrodomestico. Haier sembra voler superare quella fase della smart home nella quale il principale vantaggio della connettività consisteva nel poter accendere una lavatrice dal telefono o ricevere una notifica alla fine del programma. La direzione è quella di apparecchi più autonomi e capaci di prendere piccole decisioni sulla base di ciò che rilevano.

Naturalmente resta da capire quanto queste funzioni saranno affidabili nell’utilizzo quotidiano e soprattutto quanto incideranno sui prezzi dei prodotti. Alcune tecnologie sono già pronte per il mercato, mentre altre, come quelle mostrate sul frigorifero Maestro o attraverso i robot umanoidi, sono ancora dimostrazioni di ciò che potrebbe arrivare in futuro. IFA 2026 ha però chiarito la strategia: dopo aver reso gli elettrodomestici connessi, Haier vuole renderli capaci di comprendere quello che accade in casa e intervenire con sempre meno istruzioni da parte dell’utente.

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