
Miele ha scelto IFA 2026 per mostrare una visione della casa nella quale gli elettrodomestici non devono soltanto eseguire un programma, ma iniziano anche a prendere alcune decisioni al posto dell’utente. Il tema scelto dall’azienda per la fiera di Berlino è piuttosto esplicito: “The End of Housework Is in Sight”, ovvero la fine delle faccende domestiche è in vista. Non significa naturalmente che lavatrici, lavastoviglie e aspirapolvere possano già occuparsi completamente della casa, ma indica chiaramente la direzione intrapresa dal produttore tedesco. Sensori, videocamere, connettività e intelligenza artificiale vengono utilizzati soprattutto per ridurre il numero di impostazioni da scegliere e le piccole decisioni che accompagnano ogni attività domestica.
G8 Diamond, la lavastoviglie che guarda cosa abbiamo caricato
La novità più importante presentata da Miele è probabilmente la G8 Diamond, modello di punta della nuova generazione di lavastoviglie. Per la prima volta su un prodotto Miele di questo tipo viene integrata una videocamera interna, tramite la quale il sistema AutoVision capisce quanto è pieno il cestello e che tipo di stoviglie sono state inserite. Non serve quindi semplicemente a mostrare l’interno dall’app, le immagini vengono elaborate insieme a modelli di riconoscimento basati sull’intelligenza artificiale per modificare direttamente il ciclo di lavaggio.
Se vengono riconosciute pentole particolarmente sporche, per esempio, la macchina può aumentare automaticamente l’intensità del lavaggio, mentre con bottiglie o altri recipienti può selezionare impostazioni più adatte alla pulizia interna. Anche la presenza di molti elementi in plastica può influenzare l’asciugatura. L’obiettivo è evidente: evitare all’utente di dover decidere ogni volta quale programma o opzione utilizzare in base a ciò che ha caricato.

AutoDos ed ExcellentDry lavorano insieme alla videocamera
La videocamera rappresenta soltanto una parte del sistema, in quanto la G8 Diamond utilizza anche AutoDos con PowerDisk, già presente nella gamma Miele, per dosare automaticamente la quantità di detergente necessaria. A questo si aggiunge il nuovo sistema ExcellentDry, che utilizza aria calda per migliorare l’asciugatura, uno degli aspetti più problematici soprattutto quando nel cestello sono presenti contenitori e stoviglie in plastica.
L’utente può scegliere tra tre livelli di asciugatura, mentre successivamente la macchina mantiene la preferenza impostata, inoltre secondo Miele, a seconda della configurazione scelta, la G8 Diamond può raggiungere un’efficienza energetica fino ad A -25% rispetto al limite della classe A oppure privilegiare prestazioni di asciugatura superiori. Anche il cestello è stato rivisto: il terzo livello destinato alle posate può essere parzialmente abbassato per ospitare anche tazzine, mentre supporti ripiegabili e nuovi elementi interni permettono di sfruttare meglio lo spazio disponibile.

La parte forse più interessante arriva quando la G8 Diamond viene collegata alla Miele App. L’utente può infatti stabilire delle regole, per esempio chiedendo alla lavastoviglie di non partire prima di una determinata ora oppure di aspettare fino a quando il carico non raggiunge almeno l’80%. Una volta definite queste condizioni, non è necessario ripetere ogni volta la scelta.
La G8 Diamond arriverà inizialmente in Germania, Austria e Svizzera nell’aprile 2027, mentre altri mercati seguiranno successivamente. Il prezzo non è stato ancora comunicato.

Cary immagina una lavatrice che riconosce da sola il bucato
Sul fronte del bucato, una delle proposte più interessanti purtroppo non è ancora un prodotto destinato alla vendita, infatti Cary è un concept attraverso il quale Miele mostra come potrebbe funzionare una lavatrice futura capace di scegliere quasi completamente da sola il programma. Il punto di partenza è semplice: tra temperature, velocità di centrifuga, detergenti, programmi e opzioni, una lavatrice moderna può offrire un numero enorme di combinazioni possibili.
Nel concept Cary, sensori ottici e algoritmi AI identificano invece il tipo di tessuto, il colore e le caratteristiche del carico, adattando di conseguenza lavaggio e dosaggio. L’idea è arrivare a un utilizzo nel quale basti inserire i vestiti, chiudere l’oblò e premere un pulsante. È ancora una dimostrazione tecnologica, quindi non ci sono date di commercializzazione, ma è probabilmente uno degli annunci che spiegano meglio dove Miele pensa di portare la propria gamma nei prossimi anni.

La gamma W2/T2 si allarga e arriva fino a 11 kg
Accanto al concept, ci sono anche prodotti molto più concreti. Miele ha ampliato la nuova generazione di lavatrici W2 e asciugatrici T2, aggiungendo alle versioni Diamond già presentate in precedenza anche le classi Platinum, Gold e Silver. La capacità può raggiungere gli 11 kg, mentre diverse tecnologie nate sui modelli più costosi vengono progressivamente estese a fasce più ampie della gamma.
Tra queste c’è SmartMatic, che permette di adattare acqua, energia e detergente ai piccoli carichi, mentre QuickPowerWash e QuickPowerDry possono completare rispettivamente lavaggio e asciugatura di un massimo di 4 kg in 49 minuti. Con FlexMatic sarà invece possibile scegliere se privilegiare la velocità o l’efficienza energetica; impostando semplicemente l’ora entro cui il bucato deve essere pronto, l’apparecchio potrà selezionare autonomamente la soluzione più efficiente disponibile in quella finestra temporale. La funzione è prevista sui modelli superiori a partire dalla primavera 2027.

Più attenzione anche alla durata dei tessuti e ai consumi
Miele continua inoltre a insistere sulla cura dei capi, DryCare 40 permette di trasferire direttamente nell’asciugatrice molti tessuti lavabili a 40 °C senza una selezione preventiva particolarmente complessa, mentre WoolDry è progettato per trattare più delicatamente i capi in lana compatibili. La funzione Pre-ironing utilizza invece il vapore e il movimento del cestello per ridurre le pieghe e rendere più semplice la stiratura successiva.
Sul fronte dell’efficienza, tutte le nuove lavatrici dichiarano consumi inferiori almeno del 20% rispetto alla soglia necessaria per raggiungere la classe A, con alcuni modelli che potranno arrivare fino al 60% in meno, mentre alcune asciugatrici raggiungono a loro volta la classe A. Miele mantiene inoltre i test progettati per simulare fino a 20 anni di utilizzo e affianca alla nuova gamma una garanzia di 25 anni sul motore in alcuni mercati.
CulinaryCoach trasforma l’app Miele in un assistente di cucina
L’intelligenza artificiale arriva anche in cucina attraverso CulinaryCoach, integrato nella Miele App. In questo caso il principio è diverso rispetto a quello della lavastoviglie: il sistema cerca di trasformare una ricetta trovata online, ricevuta da un amico o persino fotografata da un vecchio quaderno in istruzioni utilizzabili direttamente dal forno.
Si può interagire tramite testo, voce o immagini, chiedendo per esempio quale modalità di cottura utilizzare, quale temperatura impostare o come adattare una preparazione al proprio modello di forno. Quando il dispositivo è compatibile, le impostazioni suggerite possono essere trasferite direttamente all’elettrodomestico. È una funzione interessante soprattutto perché prova a risolvere uno dei problemi più comuni della cucina connessa: avere molte modalità disponibili senza sapere necessariamente quale sia la più adatta.

Nuovi piani cottura e più libertà nel design della cucina
IFA 2026 è stata anche l’occasione per Miele per ampliare la proposta di piani a induzione e sistemi di aspirazione, introducendo nuove finiture, tra cui Pearlbeige e nero opaco, con l’obiettivo di rendere gli elettrodomestici più facili da integrare in cucine molto diverse tra loro. Il produttore continua inoltre a puntare sui sistemi che regolano automaticamente temperatura e potenza, riducendo il rischio che una preparazione bruci o trabocchi.
Tra le soluzioni più pratiche c’è anche il piano KMDA 5649, che concentra piano a induzione e aspirazione integrata in una larghezza di 60 centimetri. È una misura particolarmente importante perché rende questa tipologia di prodotto utilizzabile anche in cucine più piccole, senza richiedere necessariamente i classici moduli da 80 o 90 centimetri. A questo si affiancano nuove cappe pensate per scomparire quasi completamente all’interno dei pensili quando non vengono utilizzate.

Duoflex HX2 aspira, lava e pensa anche alla propria pulizia
Tra le novità dedicate alla pulizia dei pavimenti spicca il Miele Duoflex HX2, seconda generazione dell’aspirapolvere cordless della famiglia. La principale differenza rispetto al passato è la possibilità di aspirare e lavare attraverso l’accessorio AquaTurbo, raccogliendo sporco secco e umido in un unico passaggio.

Miele ha lavorato molto anche sulla manutenzione, spesso uno dei punti deboli dei sistemi che aspirano e lavano contemporaneamente. La funzione AutoCut interviene sui capelli aggrovigliati nella spazzola, mentre AutoClean si occupa della pulizia dei rulli utilizzati per il lavaggio. Sulle versioni dotate di stazione dedicata anche il contenitore della polvere viene svuotato automaticamente. Il prodotto si inserisce quindi nella stessa filosofia degli altri annunci di Berlino: non basta automatizzare la pulizia, bisogna cercare di ridurre anche il lavoro necessario per mantenere pulito l’apparecchio stesso.

A IFA 2026 Miele punta più sull’autonomia che sulle funzioni da mostrare
Il filo conduttore delle novità Miele a IFA 2026 è quindi meno appariscente rispetto a quello di altri produttori, ma probabilmente più concreto, come abbiamo già visto a Eurocucina 2026. Non c’è un singolo elettrodomestico costruito attorno all’intelligenza artificiale per il solo gusto di poterla inserire nella scheda tecnica. L’azienda sta cercando invece di utilizzare AI, sensori e connettività per eliminare progressivamente alcune decisioni dall’utilizzo quotidiano.
La G8 Diamond riconosce cosa è stato caricato, Cary immagina una lavatrice che identifica da sola i tessuti, CulinaryCoach traduce una ricetta nelle impostazioni del forno e Shelly può scegliere il momento più conveniente per accendere gli elettrodomestici. Anche il Duoflex HX2 prova ad automatizzare la parte meno piacevole della pulizia, cioè la manutenzione dell’aspirapolvere dopo l’utilizzo. È ancora presto per parlare davvero di “fine delle faccende domestiche”, ma a Berlino Miele ha mostrato con una certa chiarezza quale sarà il prossimo passaggio della casa connessa: non più soltanto elettrodomestici controllabili da remoto, ma apparecchi capaci di capire cosa devono fare e, sempre più spesso, di farlo senza dover essere istruiti ogni volta.






