
Se c’è una tendenza che emerge con chiarezza da IFA 2026, è che il concetto di elettrodomestico smart sta rapidamente cambiando significato. La connessione Wi-Fi e il controllo tramite smartphone, considerati innovativi soltanto pochi anni fa, sono ormai quasi il punto di partenza. I produttori stanno lavorando su apparecchi capaci di osservare quello che accade, riconoscere situazioni e prendere autonomamente alcune decisioni. Non a caso la stessa organizzazione di IFA ha indicato tra i temi principali dell’edizione 2026 cucine intelligenti, apparecchi connessi, soluzioni basate sull’AI e sistemi capaci di migliorare l’efficienza energetica della casa.
Il risultato visto nei padiglioni di Berlino è una sorta di passaggio dalla smart home alla casa proattiva. Una lavatrice non deve più soltanto permettere di scegliere un programma dall'app: deve capire cosa è stato inserito nel cestello. Un forno può riconoscere il cibo e regolare la cottura, mentre una lavastoviglie può decidere autonomamente quando e come lavare. La vera novità di IFA 2026 non è quindi l’Intelligenza Artificiale in sé, ma il tentativo di renderla meno visibile e più utile.
LG, Samsung e Haier trasformano l'AI nel cervello della casa
LG è probabilmente uno dei marchi che ha espresso questa filosofia nella maniera più esplicita. Con ThinQ Claw, presentato a Berlino, l'azienda vuole andare oltre le classiche routine della smart home: l'assistente può comprendere il contesto di una richiesta, mettere in relazione informazioni provenienti da servizi differenti e coordinare diversi dispositivi. Se si comunica che arriveranno degli amici, per esempio, il sistema può collegare l'informazione agli apparecchi della cucina; prima del rientro può invece verificare temperatura e qualità dell'aria. La visione di LG per la casa intelligente raccontata in precedenza e confermata durante questo IFA 2026 mostra bene quanto il confine tra elettrodomestico e servizio digitale stia diventando sottile.
Anche Samsung insiste sulla capacità dell'AI di produrre vantaggi concreti. Le nuove lavatrici Bespoke AI mostrate a Berlino comprendono un modello da 10 kg progettato per consumare fino al 70% in meno rispetto alla soglia minima della classe energetica A e una versione da 13 kg che mantiene una profondità standard di 600 millimetri grazie a SpaceMax. Sul fronte della cucina continuano invece a evolversi i frigoriferi Family Hub, con riconoscimento degli alimenti e servizi collegati. In pratica l'AI serve contemporaneamente per automatizzare il funzionamento e contenere costi e consumi.
La stessa strada viene seguita da Haier, che a IFA ha parlato di “Home of Intelligent Possibilities”. Vision 15 utilizza telecamera, sensori e algoritmi per analizzare il bucato e modificare acqua, detergente e movimento del cestello, mentre il prototipo Maestro applica l'AI alla conservazione degli alimenti. Il forno ID Ultimate Series 6 può riconoscere quello che si sta cucinando, controllarne l'avanzamento e interrompere il programma al momento opportuno. Tutto confluisce nell'app hOn, con l'obiettivo di trasformare singoli prodotti connessi in un ecosistema capace di imparare dalle abitudini dell'utente.
Non è peraltro una trasformazione improvvisa. Anche l'espansione della gamma di elettrodomestici Xiaomi ( che a IFA 2026 ha portato circa 380 prodotti) raccontata nei mesi scorsi indicava quanto i grandi produttori tecnologici stiano cercando di costruire ecosistemi che comprendano ormai anche frigoriferi, climatizzazione e cura del bucato.
Miele vuole eliminare persino le decisioni domestiche
Particolarmente interessante è stata l'impostazione scelta da Miele, riassunta nello slogan “The End of Housework Is in Sight”. L'obiettivo non è soltanto automatizzare materialmente alcune operazioni, ma eliminare una parte delle piccole decisioni che accompagnano continuamente la gestione della casa.
La nuova lavastoviglie G8 Diamond utilizza infatti telecamera e AI per riconoscere il carico e scegliere il trattamento più adatto, affiancando queste informazioni al dosaggio automatico e alla gestione dell'asciugatura. Con CulinaryCoach l'Intelligenza Artificiale entra invece nella preparazione dei cibi, mentre il progetto Cary anticipa una lavatrice capace di riconoscere tessuti e caratteristiche del bucato attraverso sensori e algoritmi. L'utente dovrebbe progressivamente limitarsi a caricare l'elettrodomestico, lasciando alla macchina molte delle decisioni successive.
È probabilmente questo uno dei cambiamenti culturali più significativi di IFA 2026: fino a ieri un prodotto premium offriva più programmi e regolazioni, mentre oggi il prodotto più evoluto prova al contrario a chiedere meno impostazioni.
Più capacità senza avere case più grandi
L'altro grande tema emerso a Berlino riguarda qualcosa di molto meno spettacolare dell'AI, ma probabilmente ancora più importante nell'utilizzo quotidiano: lo spazio. Gli appartamenti europei non diventano più grandi, mentre aumentano capacità e funzioni richieste agli elettrodomestici.
LG ha riassunto questa tendenza nel concetto Fit & Max, esteso quest'anno dai frigoriferi a lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie. L'idea è utilizzare meglio il volume interno mantenendo dimensioni compatibili con mobili e spazi standard. Samsung segue una filosofia simile con SpaceMax e la già citata lavatrice da 13 kg profonda 600 mm.
Anche Bosch ha lavorato sulla capacità senza aumentare inutilmente gli ingombri. Tra le novità presentate a Berlino c'è un nuovo congelatore freestanding con sistema Flex-Door, che permette di utilizzare e configurare maggiormente anche lo spazio disponibile nella porta. Sono soluzioni meno scenografiche di un assistente AI, ma rispondono a un problema estremamente concreto: inserire più capacità nelle cucine e nelle lavanderie esistenti.
Efficienza energetica: la nuova battaglia va oltre la classe A
IFA 2026 conferma inoltre una situazione curiosa: per differenziare i modelli più efficienti, la semplice lettera A non basta più. I produttori comunicano ormai apparecchi che superano ampiamente il requisito minimo necessario per entrare nella classe più elevata.
La lavatrice Bespoke AI di Samsung arriva al già citato A-70%, mentre LG ha mostrato a Berlino una Next AI DD anch'essa progettata per arrivare al 70% sotto la soglia della classe A. Il principio vale anche per frigoriferi, asciugatrici e lavastoviglie, dove motori inverter, pompe di calore, sensori e software lavorano insieme per ridurre acqua ed energia utilizzate.
La conseguenza è interessante perché l'AI trova finalmente una delle applicazioni più facilmente misurabili: non creare semplicemente nuove modalità di funzionamento, ma evitare che l'apparecchio utilizzi più risorse di quelle realmente necessarie.
AEG dimostra che anche la cucina può diventare più semplice
Sul fronte cucina, AEG ha scelto un approccio molto concreto con il piano a induzione serie 7000 OnePot Pasta, dotato di una funzione dedicata alla preparazione della pasta. L'obiettivo è automatizzare temperatura e gestione della cottura eliminando parte delle regolazioni manuali. Può sembrare una funzione estremamente specifica, ma rappresenta perfettamente una delle idee centrali viste quest'anno a Berlino: la tecnologia deve conoscere meglio il compito che deve svolgere anziché obbligare l'utente a conoscere meglio la tecnologia.
Anche Siemens ha mostrato un forno capace di riconoscere automaticamente oltre cento piatti e una nuova lavasciuga 2-in-1 con tecnologia a pompa di calore. Ancora una volta si ritrovano insieme i due grandi elementi dell'edizione: automazione ed efficienza.
Robot aspirapolvere: la corsa è ormai verso l'autonomia totale
Se nei grandi elettrodomestici l'AI cerca di eliminare le decisioni, nella pulizia della casa l'obiettivo sembra ancora più ambizioso: eliminare quasi completamente l'intervento umano. Il settore dei robot aspirapolvere continua infatti a essere uno dei più dinamici dell'intera IFA.
Dreame ha portato Matrix10 Ultra, con sistema Multi-Mop capace di utilizzare panni differenti e una base che automatizza sempre più operazioni di manutenzione. Ecovacs, Mova e altri produttori continuano parallelamente a spingere su riconoscimento degli ostacoli, lavaggio dei pavimenti, pulizia dei panni ad alta temperatura e stazioni multifunzione.
La dimostrazione forse più futuristica arriva però da iRobot, che ha mostrato il concept Roomba Duo: una macchina principale che integra aspirazione e lavaggio e può trasportare e rilasciare un secondo piccolo robot pensato per raggiungere zone difficili. Non sappiamo ancora se questa soluzione arriverà realmente nelle nostre case, ma indica bene dove sta andando la ricerca: non più un singolo robot che esegue un compito, bensì sistemi robotici coordinati.
Dopo IFA 2026 l'elettrodomestico diventa un servizio
Alla fine, il prodotto più importante mostrato a Berlino potrebbe non essere una specifica lavatrice, un frigorifero o un robot aspirapolvere. La vera novità di IFA 2026 è il modo diverso di pensare l'elettrodomestico.
LG, Samsung, Haier, Miele, Bosch, Siemens, AEG, Dreame ed Ecovacs percorrono strade differenti, ma convergono verso la stessa idea: la macchina deve capire sempre più cose senza costringere l'utente a impartire continuamente comandi. Deve adattare consumi, riconoscere quello che ha davanti, coordinarsi con altri dispositivi e possibilmente occuparsi anche della propria manutenzione.
Naturalmente tra una dimostrazione fieristica e una casa realmente autonoma rimane ancora molta strada. Serviranno sistemi affidabili, interoperabilità tra marchi differenti e soprattutto funzioni AI che offrano vantaggi reali invece di diventare semplici argomenti di marketing. Ma dopo IFA 2026 la direzione appare evidente: la prossima generazione di elettrodomestici non vuole soltanto lavorare al nostro posto. Vuole anche evitare che dobbiamo continuamente dirle come farlo.






